Il vento tra i ciliegi
Nel giardino dei ciliegi soffiava un vento forte: scompigliava i miei capelli, scompigliava i miei pensieri. Ondeggiavo sui miei piedi, tintinnavano i bracciali e il mio rosso fermaglio a forma di farfalla. Dolce come una luna appena uscita dal lago, avevo dita d'argento e miele lungo la schiena. L'aria tiepida intorno come ali di una falena; mi avvolgeva la seta di un'altra primavera. Nel giardino dei ciliegi, delicata come un giglio, danzavo nella neve con le spalle scoperte. Lui era tramontato con il sole di Dicembre, recando fra le braccia un involto di sorrisi. Ed il vento raccoglie con carezze incolori una farfalla cremisi su un tappeto di fiori.
Pensate ad un quadro giapponese, dipinto su un frammento di carta di riso. Pensate al volto di una donna che danza fra i ciliegi, con gli occhi colmi di petali e di lacrime, con un ventaglio in una mano e una spada nell'altra. Il cremisi del sangue e del cuore, il rosso e il bianco di un'innocenza che si perde nella prova iniziatica del dolore, regalano a questa lirica un tono agrodolce. Perche' anche la morte e il sacrificio hanno il loro fascino, e il loro scopo.
© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.