Sotto un lume di strada

Siamo due anonimi volti, due giacche,
una gonna, due paia di scarpe:
e' una fiaccola ardente a svelarci nell'altro
e a raccogliere il nostro stupore.
La notte ci reca la fiamma di Maggio
e un indizio sfumato in sorrisi,
posa i suoi petali il rosso turgore
di corpi di anima intrisi.
Di pietra le nostre colonne portanti
e di fuoco le ombre vivaci,
il nostro amore che sale e si perde
fra il chiasso di cenere e baci...
Scoppietta e si ride, si volta e si incrina
nell'ardere magico d'aria pesante,
illumina solo quest'unica, fervida notte fra tante...
siamo due opere in ferro battuto
avvinte dal nostro Artigiano,
uniti dal sangue che pulsa nel cuore sovrano,
attenti e svagati, semplicemente felici
di essere vivi in quest'alba ipogea
che si ritira pulsandoci attorno, scoprendoci
oceani di bassa marea.
E il cielo ci osserva ridendo, ammicca
di astri; il borgo ci guarda nel nostro amarci
con pudici scuri serrati, mentre si inzuppa
nei fiati l'odore del pane, l'aroma di miele
e di gelsi, di graffi e di vesti, di linde campane,
di inni e di testi di spirito e carne
affissi sugli occhi di tutti gli astanti...
finche' non si rompe l'incanto
e, discosti, torniamo passanti.

© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.