Seta

Dormo come dorme il bocciolo
nel verde acerbo del rovo;
canto alla luna piena
la promessa di una nuova falena.

Fra fili mi avvolgo, e ricordo
il profumo del gelso e del sorgo;
non serve ad un verme un motivo
per la gioia dell'essere vivo.

E manca un sospiro di tempo
all'istante del mio cambiamento,
al prezzo di una vita intera
per un volo e una primavera.

Oh, uomo, perche' proprio hai scelto
fra gli altri questo momento?
Mi spogli, mi uccidi e dipani
i miei sogni fra le tue mani.

E so che non cambiera' mai
per te, che le ali non hai,
per te che ti fingi potente
sulla pelle di un baco innocente.

Per te che ti vesti per bene
con la bava che non ti appartiene
e ammiri, commosso, la' fuori,
le farfalle posarsi sui fiori.

Penso che questa poesia esprima molto bene il mio pensiero riguardo all'amore per tutti gli esseri viventi, anche se parla di un verme, un animale a noi piu' distante di un mammifero domestico come un cane o un gatto. Penso sia ridicolo, nel terzo millennio, quando abbiamo dalla nostra parte un'incredibile conoscenza che ci permette di creare le piu' disparate sostanze artificiali e di riscoprire le fibre naturali, continuare ad uccidere esseri innocenti per produrre la seta. Lo stesso discorso potrebbe essere esteso a tutti gli animali, ma in questa poesia volevo rendere protagonista questo essere cosi' bello, questa farfalla mancata, che e' il piu' indifeso fra tutti e quindi il piu' degno d'attenzione.

© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.