Preghiera ad un gatto

Io, il poeta, rimetto a te
questo mio spirito in bilico
sempre fra ansia e terrore.
Ti affido la brama che cola
da questo mio bipede cuore.
Strusciati contro i miei sogni,
chiama a raccolta i compagni,
per tutti poi stringervi attorno
alle mie contrizioni.
Alle mie false domande,
alle vaghe illusioni.
Nel muso conservi le tenebre
e il sole, la semplice gioia d'amare
senza pretendere amore.
E il tuo petto ribatte
al ritmo di chi cresce e muore
la vecchia canzone di un essere
in bilico sempre e soltanto
fra caccia e torpore.
Risuona di sola esistenza...
Contro l'umana insolenza
ci scopro fratelli di anima,
simili nel saper vivere,
avidi d'ogni alba.
Tesi a esplorare la strada
con nasi e con baffi diversi,
affanni inespressi
e indissolubile ardore,
nei nostri due idiomi sconnessi
di fusa e parole.
E l'aria nel petto e' per tutti,
il pelo ha lo stesso colore,
eppure...
tu solo conosci davvero
cosa vuol dire sentire dolore...
e io, io sola, conosco davvero
la disperazione.

© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.