Palirroia (marea)

S'alza da tempo immutata la mia mareggiata,
la colpa e' di Luna, sorella di secoli eterni:
milioni di torride estati, di gelidi inverni, d'eta'
che scorrono ancora costanti nel gioco dei quanti,
della corrente del fiume e del mare che viene e che va.

Perche' questo mondo si desta
e trova motivi alla pioggia,
trova ragioni di festa, danza di balli proibiti
nasconde i suoi sogni rapiti all'ombra della sua loggia.
Perche' forse un attimo conta
come cento di queste parole,
come l'alba confronta le fiamme fugaci
di candele incapaci a emulare le fiamme del Sole.

S'alza da tempo immutata la mia mareggiata,
la colpa e' di Luna, sorella di secoli eterni:
milioni di torride estati, di gelidi inverni, d'eta'
che scorrono ancora costanti nel gioco dei quanti,
della corrente del fiume e del mare che viene e che va.

Perche' questa scena ha interrotto
lo spettacolo assai piu' gradito
di un mondo corrotto, di una leggiadra visione
che solo Illusione puo' rendere al fiore appassito.
Perche' tanto fragile e' il vetro
che gioca a ferire gli umani:
quel che sta dietro gli instilla la voglia negli occhi
e gli ruba i balocchi ancor caldi di piccole mani.

S'alza da tempo immutata la mia mareggiata,
la colpa e' di Luna, una scusa da tempo creata:
milioni di vite che nascono, muoiono, tornano; eta'
che scorrono ancora costanti nel gioco dei quanti,
della corrente del fiume e del mare che viene e che va.

© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.

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