Infanzia rubata
Guardatemi, popolo adulto, fermatevi solo un momento: ho sparso i miei libri di scuola come lacrime sul pavimento. Toccate i miei palmi callosi, striati di odori e fatica, li ho tesi piu' volte ai passanti in cerca di una mano amica. Tastate la mia schiena stanca, ricurva come un giunco spezzato, contate i miei giorni da schiava e i segni che hanno lasciato. Non fatevi prendere in giro dalla mia assurda facciata quando invece si tinge di sangue l'anima d'ogni giornata. Cercando un sentiero nascosto fra l'erba del mio avvenire ho dovuto gettarmi nel fuoco per poi ritornare a morire. E, ripreso, col mio solo sforzo, a respirare di nuovo ho scambiato il mio cuore di rosa con un grumo di fasci di rovo. Lasciatemi piangere, adesso, lasciatemi essere viva: non e' umano quello che ho fatto al mio spirito di ragazzina. Prendetemi fra le braccia, regalatemi un po' di dolcezza: soffro meno la rabbia e la fame che l'assenza di una carezza. Ridatemi il tempo perduto, aiutatemi a non vacillare chiedo solo di crescere bene e, forse, tornare a sperare.
Stolen childhood is a report of the difficult period I found myself faced with a choice,
about family and work but mostly a personal one.
I tell my sorrow and my longing for a childhood that I did not enjoy much and I disclose my
resentment toward the "people of the adults", so advanced yet so naive.
Many times, to overcome the difficult times a caress would be enough, a thought, a stolen kiss, no matter whom.
And a light of hope that shows us the goal, which we decided ourselves.
© Valentina Tagliabue. This poem, like any other contents on the site, is protected by Copyright legislation.