Gentile

E' l'uomo che cede il passo, quello che intralcia il traffico
fermo davanti a un gatto, che butta giu' un tramonto
al margine del foglio.
E' l'uomo cieco e sordo al turbine del confronto,
che accoglie a capo scosso la moda del momento,
senza scoraggiarsi al primo sbaglio.
E' l'uomo che nel cuore piange per un ricordo,
per la morte di un geranio, per i mali del mondo,
per un pugno di note in sottofondo.
E' l'uomo che chiede scusa, che dice cosa pensa
senza recare offesa, che cammina in sordina
se qualcuno riposa.
E' l'uomo stanco morto che a sera torna a casa
con un dolce e una rosa,
che comprende il valore di una porta chiusa.
E' l'uomo che lascia dire, vivere e strillare
senza pensar male, che coltiva opinioni
sul proprio balcone.
E' l'uomo che rispetta cio' che teme,
che curiosa nell'altro, che sa quando tacere,
che non si spertica ad essere migliore.
E' l'uomo che in un estraneo coglie un'emozione,
che non aspetta il palco per fare del bene.
Che tesse al vento fili di canzone
senza vergogna o presunzione.
Che ama senza chiedersi
cos'e' l'amore.

© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.