Fermate il tempo
Non lasciate che venga, dal nord, a tormentarvi l'inverno, non credete al suo riso, al suo pianto, al suo falso abbraccio paterno. Non fategli strada, impauriti, temendo la sua magia nera, solo perche' vi ha stregati, di nuovo, col trucco della primavera. Non dategli mai l'occasione di cogliervi allegri in estate: vi segnera' in viso, ghignando, ogni ruga di quel che pensate. E d'autunno tendetegli lacci, confondetegli il sonno e la mente, rubategli mentre riposa, ormai stanco, ogni attimo del suo "per sempre". Combattetelo in tanti, voi uomini, abitanti del Mondo natio, voi che avete nel sangue, nel cuore, il piu' grande segreto di Dio.
In Fermate il tempo ho cercato di dare allo scorrere del tempo e all'inesorabile ciclo delle stagioni un'andatura piu' armoniosa,
dove ogni cosa e' collocata nel periodo appropriato.
Una sorta di voce narrante indica agli uomini, cosi' effimeri, cosa devono fare per dare un senso al tempo,
alla vita, e quindi vincere sul timore che un giorno possa finire.
Il Dio che cito alla fine non e' un dio preciso, schematico: potrebbe essere uno, potrebbero essere tanti,
e' un pensiero rivolto al divino che e' in ogni uomo e che lo guida sulla giusta strada.
© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.