Essenza

Lo spirito nasce senza origine
e muore senza avere fine,
laddove l'Uno agli opposti
ha segnato la linea di confine.
Lo spirito scala le montagne
per rubargli l'altezzosa cima,
s'infila dentro alle canzoni
e scivola nell'aria di una rima;
s'incastra nelle antiche mura
e svetta dall'alto di una torre,
gioca con il vento a far tremare
il fragile corpo delle foglie.
E' il gioco d'autunno e primavera,
e' la danza di marito e moglie.
Lo spirito anima la carne,
batte con il ritmo del futuro,
brilla con l'orsa del tramonto
sulla volta quando si fa scuro;
si bagna al fiume della morte
e risorge senza segno alcuno,
lui, che esiste senza il tempo,
ma nel tempo trova il suo rifugio
e si nutre, quando e' intrappolato,
d'ogni soffio d'aria di pertugio.
E' lo spirito che partorisce l'anima
e tutte le emozioni sue sorelle,
si sceglie con cura le ambizioni
per votarsi poi soltanto a quelle;
lui ascolta il pianto delle cose
e il sospiro dell'infinito cosmo,
cosi' come il vibrar terreno
della vita lungo il suo percorso,
libero dalla nostalgia
e affrancato anche dal rimorso.
Anela al concetto del sapere
ma e' la quiete che ritrova infine,
laddove l'Uno al male e al bene
ha assegnato la linea di confine.

© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.

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