Donna libera

Non chiudere gli occhi, non oggi,
guarda il sorgere del sole,
non nascondere ancora le fattezze
dietro i veli dell'inibizione.
Getta indietro i tuoi capelli
e i macigni della costrizione,
prendi per te stessa un'alba,
un attimo, uno stralcio di futuro:
abbatti con coraggio e grazia
ogni sbarra, ogni gabbia, ogni muro
e misura i tuoi gesti col cuore,
non col metro di uno sconosciuto.
Legati solo ai tuoi sogni, e al passato.
Senti nell'aria il diverso che passa,
che segna ora un limite solo,
un nuovo, importante confine:
quello che lui chiama sconfitta,
quello che tu chiami fine.
Godi della chioma al vento,
decisa, splendente, ovunque tu vada,
perche' liberta' e' camminare
senza temere, in ogni momento, che accada;
e' prendere, infine, un gelato
li' all'angolo della strada.
E' riavere i tuoi sacri diritti di umana.
Corri ora, e non piu' per scappare
dalla violenza di una mano amica,
improvvisa una danza leggiadra
sulle note della tua vita.
Ascolta il suo canto perfetto,
il suo magico suono,
assaggia ogni giorno, ogni ora,
ogni istante come fossero un dono.
E sbattigli in faccia la porta
se chiede di nuovo il perdono.

Un inno per tutte le donne e di tutte le donne, quelle che vengono tenute schiave da uomini che fingono di amarle, da sentimenti contrastanti contro cui devono combattere ogni giorno. Perche' donna e' la madre e la moglie, la bimba e l'amante, la pioggia e la terra immortale, la luna, la dolcezza e la passione. Percio', la donna e' sacra, e non dovrebbe mai essere toccata. Purtroppo, in un mondo dove non e' sempre cosi', una donna come me puo' soltanto scrivere, nella speranza che le sue sorelle possano riacquistare speranza e correre lontano, senza piu' scappare, danzando sulle note della propria vita.

© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.