Disertori

Spogliamo i corpi da queste medaglie,
diamo lo schioppo alla torba natia:
gonfia il monsone le nostre battaglie,
cada la pioggia a sciacquarcele via.
Fronte sudata ed il cuore felice,
diamo alle fiamme la nostra lealta':
se l'esser saggi vuol dire sbagliare
viva l'errore e la stupidita'!
Si prenda il lido le nostre mitraglie,
cresca il corallo sui nostri cannoni,
ingoi l'oceano le orribili insegne
di chi ci ha detto che noi siamo i Buoni...
se l'esser buoni vuol dire ammazzare
per l'ideale del nostro mentire,
vada all'inferno il dover ubbidire
quando la fine ci accogliera'...

Le nostre storie le dondoli il mare,
porti alle rive il nostro dolore,
dica ai bambini che e' meglio giocare
che non guardare la gente che muore!
Gemmera' pace sui loro valori
l'urlo del tempo ci sara' voce,
quando vedranno che splendidi fiori
possono nascere sopra a una croce...
finche' le stelle di un tempo avverso
li scorgeranno in elmo e armatura,
sulle divise un colore diverso,
sotto la pelle la stessa paura...
li osserveremo, scuotendo il capo,
venirci incontro sul far della sera...
Oh, culli il mare la nostra preghiera,
fin dove il Cielo la trovera'.

© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.