Alzati Vento
Dal letto di picchi, riparo di polle, cascate di neve che scivola a valle levati svelto a sorreggere ali, dispiega bandiere, disegna bufere, crea temporali. Spingiti Vento oltre gli scuri ed i muri, abbatti foreste e spargi semi e germogli, confondi le chiome di donne e mimose, ribalta le cose, disordina i fogli. E vola attraverso il crepuscolo grigio, squarcia le nubi e scopri le stelle, porta con te le canzoni, le vecchie opinioni, le gonne e gli amori, le note piu' belle. Infilati sotto ai mantelli, le porte, solleva il tuo capo di Bora, il tuo braccio Maestro, la gamba Libeccio e l'Austro a scaldare l'aurora. Oltrepassa futili sbarre, inutili gabbie, culla un sospiro dell'ultima ora; sussurra lamenti, carezza i potenti ed i senza dimora. Voltati Vento a guardarti le spalle, origina onde, e torna nei luoghi gia' visti; urla peana e leggende, solleva le tende e gli animi tristi. E poi diradati in fretta, lascia il respiro ad un torrido rio sonnolento, ad un placido stagno vociante... porta a un paese distante... il canto del Vento.
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© Valentina Tagliabue. Questa poesia, cosi' come ogni altro contenuto del sito, e' protetto dalla normativa sul Diritto d'Autore.